I Giardini di Boboli: un'immersione approfondita
I Giardini di Boboli, dietro Palazzo Pitti a Firenze, furono iniziati nel 1550 per Cosimo I de' Medici e sua moglie Eleonora di Toledo e sviluppati nei due secoli successivi dalle generazioni successive dei Medici e (più tardi) dei granduchi Asburgo-Lorena. Sono il giardino principesco italiano prototipo e un'influenza fondamentale su ogni giardino formale del barocco europeo.
L'acquisizione del Pitti
Cosimo I acquista Palazzo Pitti dalla famiglia Pitti nel 1549 come nuova residenza per la moglie Eleonora. La collina retrostante, allora cava (boboli o buboli — terreno bitorzoluto), fu trasformata in giardino da Niccolò Tribolo e, alla sua morte, da Bartolomeo Ammannati e Bernardo Buontalenti.
L'anfiteatro
Primo grande spazio, ricavato dalla cava originaria sul versante posteriore del palazzo, è un anfiteatro erboso a ferro di cavallo con obelisco egiziano al centro. Usato per spettacoli di corte nel Cinque e Seicento.
La grotta di Buontalenti
La grotta di Bernardo Buontalenti (1583-1593) è il capolavoro dell'architettura di giardino manierista tarda, con tre sale, copie dei Prigioni di Michelangelo e una Venere del Giambologna sullo sfondo.
Il Viottolone
Il grande viale di cipressi, piantato negli anni 1630, scende dall'area del palazzo all'Isolotto, piccola isola ornamentale al centro di una vasca circolare — una delle grandi composizioni assiali italiane.
Il Giardino del Cavaliere
Piccolo giardino chiuso creato nel 1612 su un antico parapetto mediceo, con il più piccolo giardino formale del mondo e vista sulla campagna toscana.
Restauro e presente
Proprietà dello Stato italiano dall'Unità (1865). Restauro continuo. Patrimonio UNESCO nel quadro del centro storico di Firenze.
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