← Torna al blog

Capire gli Stili del Giardino: da Persepoli alla High Line

Riconoscere lo stile di un giardino prima ancora di leggere l'etichetta all'ingresso è una competenza che si acquista. Non si tratta di erudizione libresca: si tratta di capire i principi che guidano la mano del progettista, principi che spesso sono visibili nel primo minuto di visita se si sa cosa cercare. Questo articolo presenta dieci stili fondamentali, dal più antico al più recente, con le caratteristiche che permettono di identificarli sul campo.

Esplora giardini di tutti gli stili sulla mappa interattiva.

Il charbagh persiano: il paradiso quadripartito

Il giardino persiano, o charbagh (letteralmente "quattro giardini"), è il prototipo da cui derivano in modo diretto o indiretto moltissimi giardini del mondo islamico e di quello colonizzato dall'Islam. Il principio è semplice e potente: il giardino è diviso in quattro quadranti da due canali o viali che si incrociano al centro, dove si trova una fontana o un padiglione. I quattro quadranti rappresentano i quattro fiumi del paradiso coranico (acqua, latte, miele e vino). Il simbolismo è quello del paradiso (la parola persiana "pairidaeza" significa letteralmente "giardino murato"), un angolo di ordine celeste in un mondo desertico e caotico.

Il Generalife di Granada e i giardini dell'Alhambra sono i più celebri esempi sopravvissuti di questo schema in Europa. Il charbagh è ancora riconoscibile nei giardini mughal del subcontinente indiano: il Taj Mahal, con i suoi quattro canali e il padiglione funerario al centro (o al fondo), è la variazione più famosa. Il principio dell'acqua come elemento ordinatore e la recinzione come separazione dal mondo esterno caotico rimangono caratteristiche identificatrici.

Il giardino rinascimentale italiano: geometria su terreno

Il giardino rinascimentale italiano del XV e XVI secolo applicò al paesaggio i principi della prospettiva lineare che l'architettura aveva appena elaborato. La caratteristica più visibile è l'uso di terrazze geometriche su terreno inclinato: il palazzo o la villa sta in alto, e il giardino scende verso la pianura attraverso livelli orizzontali connessi da scalinate simmetriche. Ogni livello è organizzato con parterre geometrici, fontane e sculture secondo uno schema che si capisce meglio visto dall'alto.

Villa Lante a Bagnaia, con il suo percorso d'acqua che scende dalla collina attraverso le terrazze, è il modello più puro. La Villa d'Este a Tivoli è il più spettacolare. I tre elementi caratteristici sono: l'asse visivo chiaro (spesso dal palazzo verso il basso), l'acqua come elemento strutturale e la simmetria come principio organizzativo.

Il jardin à la française: l'assiale e il controllo assoluto

Il giardino formale francese come lo ha definito Le Nôtre nel XVII secolo porta la logica rinascimentale italiana a un'estensione senza precedenti. L'asse centrale non si ferma in fondo al giardino: prosegue verso l'orizzonte, dove si perde nella foresta o nel cielo. I parterres de broderie di fronte al palazzo, con i loro ricami di bosso e ghiaia colorata visibili solo dall'alto, sono il simbolo del controllo totale sulla natura.

Le caratteristiche identificatrici: viali dritti che convergono su un punto centrale (chateau o padiglione), siepi tagliate verticalmente con precisione, specchi d'acqua perfettamente calmi che riflettono il cielo, fontane che proiettano getti verso l'alto, bosquets (boschetti geometrici) con stanze interne. Versailles è l'esempio supremo; Vaux-le-Vicomte quello più puro.

Il paesaggio all'inglese: la natura migliorata

Capability Brown e i suoi contemporanei del XVIII secolo rifiutarono tutto quello che era visibilmente artificiale nel giardino formale. Niente viali dritti, niente parterre, niente fontane. Al loro posto: colline morbide modellate a dolci pendii, laghi artificiali con sponde irregolari che sembrano naturali, gruppi di alberi posizionati per creare profondità visiva, confini del parco nascosti da boschetti che fanno sembrare che il parco non finisca mai.

Il paesaggio inglese non sembra progettato: questo è il suo scopo. Le caratteristiche identificatrici sono l'assenza di simmetria, la presenza di un lago o fiume con sponde naturalistiche, la transizione graduale dal giardino al parco alla campagna e il "ha-ha" (il fossato invisibile che separa il parco dal pascolo senza interrompere la veduta). Stourhead e Blenheim Palace sono gli esempi più celebri.

Il karesansui giapponese: pietra e sabbia

Il giardino secco giapponese, o karesansui, non ha acqua. Le onde dell'oceano e i fiumi sono evocati dai pattern di sabbia bianca rastrellata (hakusen); le isole sono rappresentate da pietre scelte per forma e carattere. L'origine è nel pensiero Zen: il giardino come spazio per la meditazione, non per la passeggiata. Si osserva dalla veranda, seduti; non si entra.

Le caratteristiche identificatrici sono la sabbia bianca rastrellata con pattern geometrici o ondulati, le pietre di diversa dimensione posizionate singolarmente o in gruppi dispari (3, 5, 7), l'assenza di piante alte e l'uso del muschio come unica vegetazione. Ryōan-ji a Kyoto è l'esempio più famoso; Ginkaku-ji offre la variante più accessibile.

Il tsukiyama giapponese: colline e lago

Il giardino tsukiyama ("collina artificiale") è il tipo più comune di giardino da passeggio giapponese nei grandi giardini signorili. A differenza del karesansui che si osserva da fermo, il tsukiyama è progettato per la camminata: un percorso sinuoso guida il visitatore attraverso una sequenza di vedute pianificate che cambiano ad ogni curva, rivelando ogni volta un aspetto diverso del paesaggio. Le colline artificiali (tsukiyama), il laghetto (ike), i ponti di pietra, le lanterne, i pini potati e le pietre scelte costituiscono il vocabolario.

Kenroku-en a Kanazawa e Ritsurin a Takamatsu sono tra i migliori esempi. Il principio della "veduta presa in prestito" (shakkei) integra nel giardino una montagna o una collina esterna come sfondo intenzionale.

Il giardino dei letterati cinese: il microcosmo

Il giardino dei letterati (wenren yuan) di Suzhou rappresenta la tradizione del giardino privato delle élite intellettuali cinesi del XV-XVII secolo. Lo spazio è deliberatamente compresso: pochi acri vengono manipolati per sembrare un paesaggio completo, con stagni, rocce di Taihu (le pietre calcaree scavate dall'acqua con forme antropomorfe), padiglioni nascosti tra la vegetazione e finestre sagomate a luna piena che incorniciano vedute composte. Il giardino è anche letteratura: le iscrizioni sui muri, i nomi dei padiglioni e il posizionamento delle piante hanno significati simbolici precisi.

Il Giardino dell'Umile Amministratore (Zhuozhengyuan) e il Giardino della Rete del Pescatore (Wangshiyuan) a Suzhou sono i migliori esempi; sono Patrimonio UNESCO.

Il naturalismo americano: Olmsted e il democratico

Frederick Law Olmsted sviluppò un approccio al parco pubblico che non era semplicemente l'equivalente americano del paesaggio inglese, anche se ne derivava formalmente. L'obiettivo di Olmsted era democratico: il parco come luogo dove tutte le classi sociali potessero godersi la natura, lontano dallo stress della città industriale, in condizioni di sostanziale uguaglianza. La natura restaurata di Central Park, con i suoi prati aperti, i percorsi sinuosi, i laghetti e i boschetti, era progettata per essere compresa e usata da chiunque, non solo da chi aveva una cultura del giardino.

Le caratteristiche identificatrici: grande scala, circolazione separata per pedoni, ciclisti e veicoli, transizioni fluide tra spazi aperti e boscosi, assenza di edifici monumentali nel cuore del parco, enfasi sull'accessibilità universale.

Il modernismo paesaggistico: Burle Marx

Roberto Burle Marx inventò un linguaggio del paesaggio che non aveva precedenti: masse vegetali disposte come campiture pittoriche astratte, con colori e texture usati come strumenti compositivi visivi piuttosto che come catalogo sistematico. Il suo rifiuto della simmetria e del formalismo europeo, unito al recupero della flora tropicale brasiliana considerata "erbacce" dagli architetti paesaggisti formatisi sulla tradizione europea, fu una doppia rivoluzione.

Le caratteristiche identificatrici: forme organiche irregolari ma deliberate, contrasto cromatico tra masse vegetali, uso di piante dalle foglie ornamentali (bromeelie, heliconie, canna, philodendron), mosaici di pietra portoghese bianco-nera nei percorsi, assenza di simmetria.

Il New Perennial Movement: Oudolf e la struttura invernale

Il New Perennial Movement, di cui Piet Oudolf è il principale esponente, è la corrente più recente e più influente nel giardino occidentale contemporaneo. Il principio è che il giardino debba essere bello per dodici mesi l'anno, incluso l'inverno: i fusti secchi delle perenni, le teste di seme dei graminacei e i scheletri delle piante nella neve sono elementi progettuali, non il risultato di una mancata pulizia. Le graminacee ornamentali e le perenni robuste sono usate in masse ampie che imitano le praterie naturali.

Le caratteristiche identificatrici: perenni robuste in grandi masse, graminacee ornamentali come elemento strutturale, transizioni sfumate tra specie diverse piuttosto che confini netti, rifiuto delle annuali, mantenimento dei fusti invernali. La High Line a New York, il Lurie Garden a Chicago e il Millennium Garden a Pensthorpe sono esempi perfetti.

Riconoscere questi stili nella visita ai giardini trasforma l'esperienza: invece di vedere "un giardino bello", si vede una conversazione secolare tra culture, climi e visioni del mondo. Usa la mappa per pianificare un itinerario che attraversi il maggior numero possibile di questi stili.